Visti i precedenti immaginiamo già i molti commenti che arriveranno su questo pezzo: "eh ma perche fare i disfattisti, lasciatele lavorare" etc etc..
Vogliamo precisare prima di addentrarvi nella lettura che sono semplici riflessioni dettate dalla voglia di parlare di parlare e confrontarsi.
Voglia di chi come noi ama parlare di volley, andare a fondo ed "esaminare".
A volte sappiamo essere critici ed essere realisti, puntigliosi; parlando anche di cio che non è estremamente positivo e farlo da "esterni".
Quando entrano in campo le azzurre tutto questo non c'è più, siamo italiani e tifosi, sia chiaro.
Vorrei riprendere le parole di Luca (p.c Mantovani), il nostro inviato speciale , perchè riprendono esattamente il nostro pensiero :
" Non mi piace che si cerchi di far passare l'idea della contrapposizione tra tifosi che amano l'Italia contro detrattori ad ogni costo, stare sul carro oppure no .. credo che nessuno abbia piacere nel vedere la propria nazionale perdere; si fa il tifo pro, sempre e comunque, ma visto che ora siamo in fase di preparazione, dove il risultato non conta più di tanto rispetto al mondiale, dove invece ogni vittoria va bene a prescindere da come arrivi, penso sia normale che da parte dei tifosi e analisti ci si concentri un po' di più sul gioco e sulla prestazione, e si cerchi di essere critici e tenere un profilo basso, piuttosto che inutilmente "partigiani"".
Come vi abbiamo annunciato in pagina sono state ristrette a 17 le atlete che affronteranno la preparazione, per i mondiali, a Roma.
Bonitta ha "tagliato" dalla lista delle 22 disponibile per il mondiale, Sorokaite,Loda, Sansonna, Ortolani e tra lo stupore generale anche Merlo.
Del taglio di Merlo ci sarà sicuramente molto di cui parlare, sopratutto sul web dove si è già scatenata la "polemica", nel nostro sondaggio in pagina era stata proprio lei la più votata come libero titolare (oltre 60% di preferenze), al suo posto ritroviamo Paolina Cardullo al rientro dopo l'infortunio al ginocchio che le ha fatto saltare metà anno agonistico (e tuttora senza contratto per la prossima stagione).
Ed è proprio questo uno dei dubbi che più sta attanagliando i tifosi ora, che la Cardullo sia dotata di un enorme talento, che sia fortissima e sopratutto una giocatrice vincente è inutile dirlo, ma spesso e volentieri, da un paio di anni a questa parte, deve fare i conti con problemi fisici.
Com'è possibile che Merlo non abbia, quasi, mai avuto chance di giocare nel World grand prix, nonostante la condizione fisica ci fosse, e sia stata sostituita con una giocatrice appena rientrata e con garanzie di tenuta fisica minori?
Qui si apre il dibattito sul progetto Bonitta, molti di voi hanno espresso i loro punti interrogativi di fronte ad un piano di lavoro piuttosto enigmatico e che a meno di un mese dall'inizio dei mondiali è stato messo completamente da parte per un piano B; o un piano "di restauro".
In poco tempo ci sarà da invertire la rotta, cambiare molte cose e trovare anche un nuovo equilibrio.
Diciamo pure che l'inizio non era stato dei più "approvati", a suo tempo la notizia che si sarebbe incentrata l'intera nazionale su Tai Aguero aveva smosso diverse critiche, un po' perché tornava dalla maternità e quindi da un anno di stop, un po' perché era da molto tempo che non giocava da palleggiatore e un po' perché investire in un progetto al cui centro c'era una giocatrice dalla carta d'identità non più giovanissima straniva.
Non era un idea sbagliata, ma era il momento sbagliato, perché Bonitta ha preso in mano una squadra un po' allo sbando.
Il "percorso" di Mencarelli non era che a metà e la squadra stava ancora cercando un suo assetto, senza contare che si era deciso di puntare sulle giovani e un lavoro di questo tipo richiede sempre diverso tempo.
Il fatto di non avere una base solida da cui partire (come era successo a Mencarelli all'addio di Barbolini) ha reso ancora più azzardato questo progetto.
Non è solo il progetto Bonitta ad aver messo in discussione questo mondiale, ma è già dal biennio Mencarelli che le cose non sono state affrontate al meglio.
Mencarelli probabilmente non avrebbe dovuto sradicare completamente la nazionale, ma inserire a ruota le giovani facendo un mix con le esperte e a tratti sembra anche che alcuni nomi non fossero proprio i più azzeccati.
A farne le spese per il nostro esempio è Signorile, prima palleggiatrice indiscussa di Mencarelli con tanto di chiavi in mano della nazionale per i prossimi anni a praticamente esclusa dal mondiale. Partita come terza alle spalle di Aguero e Ferretti, all'uscita di scena di Tai e con un secondo posto acquisito a tratti si è fatta scalzare da Malinov, tornando ora terza palleggiatrice e probabilmente a Settembre guarderà le compagne da casa.
E nel momento in cui Tai, per motivi familiari, ha deciso di lasciare si era già aperta una grossa falla nel progetto iniziale che perdeva la sua protagonista, dovendo quasi cambiare tutto l'intero programma.
Senza contare che la decisione di portare Aguero, con le complicazioni di dover reinventare il gioco, rimettere lei nel ritmo giusto e creare equilibro escludeva dal giro una delle attaccanti più solide e proficue dell'ultimo biennio azzurro. Carolina Costagrande.
Con tutto il lavoro di "ricostruzione" che Bonitta avrebbe dovuto fare, aggiungere un carico da 90 come quello di inserire anche una giocatrice in ruolo così diverso e centrale come il palleggiatore è sembrato ai più troppo azzardato.
Sempre in relazione al capitolo palleggiatori ci colleghiamo al tipo di gioco che Bonitta voleva imprimere alla sua squadra.
Un'idea di gioco un tantino distante da quelli che erano gli schemi utilizzati fino a quel momento, il gioco veloce nel femminile diventa sempre di più la chiave e il cruccio di ogni allenatore, ma con il passare del tempo sembra sempre più evidente che questo tipo di gioco non rientri nei canoni di alcune giocatrici, che dopo quasi un estate faticano ancora a trovare tempo sulla palla e di conseguenza colpi e fiducia ritardando una condizione "tecnico-tattica" necessaria per affrontare un mondiale.
Dopo 10 anni di esperienza di Bonitta sulle panchine maschili a tratti sembra che il gioco delle azzurre tenda proprio a richiamare quello utilizzato dagli uomini.
Palle sempre più veloci e muro a 3. Il riferimento più eclatante va a Francesca Piccinini, vero che lei ha svolto una preparazione differenziata rispetto al resto del gruppo ma non la si è mai vista così in difficoltà sia in seconda che in prima linea, non riuscendo mai a trovare il colpo decisivo e il perfetto timing con i palleggiatori.
Va ovviamente detto che se non ci fosse stata l'eterna sfortuna a privarci di Bosetti (Lucia) questo sarebbe stato esattamente il tipo di pallone che lei attacca meglio.
Il rientro di Lo Bianco sorprende ancora di più sotto questa luce, non è un'estimatrice del gioco veloce e non è nemmeno il suo gioco preferito, diventa scontato ora abbandonare davvero questa strada per riportarsi in un "territorio" (palle un po' più alte) già conosciuto.
Per quanto riguarda il muro ha sorpreso e non poco anche l'introduzione di una scelta di muro di stampo maschile, quasi mai in match femminili vedrete un muro a 3.
Nessuna donna (o quasi, Gamova a parte) attacca con l'altezza e la potenza di un uomo e questo preclude angoli che invece sono possibili nel maschile, ecco perché nel femminile si tende a murare a 2.
Nella pallavolo maschile la prima forma di "difesa" sull'attacco avversario è proprio il muro, diverso il discorso nel femminile dove la difesa assume un ruolo da vera protagonista.
Il muro a tre richiede una coordinazione e una velocità davvero sopraffina per funzionare.
Nel caso contrario si rischia solo di creare confusione e mettere in difficoltà la linea difensiva, tenendo conto anche del fatto che una scelta come questa richiede un cambio radicale in difesa dove aumenta presumibilmente anche lo spazio da coprire.
Un altro aspetto che deriva dal maschile è anche la quasi eliminazione totale di uno schema d'attacco che fino agli anni scorsi era un marchio di fabbrica per noi, ci ha regalato grande solidità e punti a iosa.
La fast.
Non c'è più una vera centrale pura per giocare questo schema, anche se Arrighetti gradisce comunque bene questo tipo di palla. Non giocarla sembra, a noi, un po' assurdo e un taglio troppo radicale in un momento in cui le certezze scarseggiano.
Non sappiamo se sia una scelta tecnica dell'allenatore o di gestione da parte delle palleggiatrici utilizzate fino ad ora, ma Lo Bianco ha usato spesso e volentieri questa palla in passato e con il suo ritorno sicuramente la rivedremo.
Altra cosa che inizia a diventare preoccupante sempre in tema tecnico-tattico è la continuità e le prestazioni in ricezione, dopo un intero grand prix non si è ancora riusciti a trovare un equilibro per "sistemare" questo fondamentale, spesso sottovalutato a favore ad esempio dell'attacco, ma senza il quale non parte nessuna azione.
Ed è per questo motivo, oltre che per caratteristiche di gioco diverse di alcune ragazze, che Bonitta non è ancora riuscito ad imprimere la sua idea.
I dieci anni di distanza dal campionato femminile hanno anche fatto scattare campanelli d'allarme in qualche tifoso che si è chiesto come sia possibile scegliere e valutare atlete seguite poco durante l'arco del campionato, Bonitta non ha potuto incontrare o scontrare nessuna ragazza per ovvi motivi.
Ed è difficile in queste condizioni trovare le atlete "giuste", basandosi magari su numeri e alcune prestazioni.
A "peggiorare" la situazione sono state anche le tempistiche imposte dalla federazione, che ha "eletto" il nuovo coach molto in ritardo, lasciando a lui poco tempo per selezionare e visionare le atlete quando altri head coach di altre nazionali erano già al lavoro da molto tempo.
Non è pensabile preparare un mondiale in un'estate.
A tutte queste cose si aggiunge anche la necessità e il "peso" di un mondiale in casa.
Il "peso" di una nazionale che fino a 2 anni fa dominava in lungo e in largo, portando a casa grandi successi.
Un mondiale in casa e con una storia recente così significano solo una cosa ..
Dovrà arrivare un risultato importante, non c'è scampo.
Per arrivarci, e riportare ad un certo livello una nazionale che fino ad ora non ha saputo mandare segnali positivissimi, sono state richiamate alcune delle ragazze della nazionale dei successi.
Cosi si chiude anche un progetto, quello quadriennale che doveva iniziare con Mencarelli, per ringiovanire la nazionale; ed ancora una volta non sappiamo davvero cosa vogliamo.
Il risultato o fare un progetto di crescita e ricambio?
E' un dilemma che attanaglia e divide molti, anzi quasi tutti.
C'è chi ovviamente dice che in nazionale ci deve andare chi è in forma e che l'età non conta e chi invece si chiede se dopo Piccinini, Del Core e altre grandi ci sia qualcuno di pronto a subentrare.
Una delle cose che proprio non sappiamo fare bene è questa, e badate bene che non lo sappiamo fare noi ma non lo sanno fare in tanti.
La nostra riflessione finale è che era davvero troppo poco il tempo per pensare di mettere in piedi una "nuova" nazionale, per cambiare così tanto quando di li a pochi mesi non puoi far altro che vincere e sopratutto convincere.
Troppo poco tempo, con un grand prix da affrontare così lungo per testare e rodare.
C'è stata sicuramente una gran confusione tra progetti e scelte, aggravavate dagli infortuni, ma che ci sia stato un "errore" di fondo è evidente, sia a chi sta sul carro sia a chi no, ed è un po' inaccettabile che questo succeda ad alti livelli dove queste "programmazioni" dovrebbero essere gestite al meglio. Perché è questo che ci si aspetta.
C'è una nota positiva in questa estate. La nota più positiva di tutte, che forse pesa e vale molto più di quello che fino ad ora abbiamo detto.
Il carattere di questa nazionale, che fino ad ora ha dimostrato di voler lottare e provare a fare tutto cio che gli viene chiesto anche se non riesce.
Una squadra di donne .. (da noi si dice così.. perdonate il francesismo) con due maroni così!!
#FORZAZZURRE