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Volley Mercato femminile ep. 1: pochi colpi ma ben assestati

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Al termine del campionato, sport nazionale diventa il volley mercato: tante voci che si inseguono, poche conferme e molti sogni. Gli appassionati attendono con ansia quello che è il momento più divertente dell'anno. Facciamo quindi un breve riassunto dei colpi di mercato messi a segno fino ad ora dalle società del volley rosa nostrano.

IMOCO VOLLEY CONEGLIANO:

L'Imoco festeggia la conquista dello scudetto
Le campionesse d'Italia perdono pezzi pregiati del roster che le ha portate a dominare la stagione: Capitan Arrighetti si accasa a Scandicci, Kelsey Robinson prende la via dell'oriente, Alisha Glass, dopo le olimpiadi si occuperà di fare la mamma, Megan Hodge ha scelto anche lei la via della Cina con la promessa di tornare a gennaio per giocare la Champions League. Dopo le partenze arrivano però le conferme: Serena Ortolani e Davide Mazzanti saranno di nuovo insieme alla guida della squadra veneta insieme al libero della nostra nazionale Moki De Gennaro e alla mitica Jenny Barazza. Al servizio del tecnico fanese sono in entrata la polacca Skorupa al palleggio e i giovani talenti Samatha Bricio e Anna Danesi. Ancora incerto l'arrivo di Folie (Adams all'Eczacibasi?) e di Tomsia. Voci più insistenti danno per certo l'accordo con Carolina Costagrande.

POMI' CASALMAGGIORE:


Le campionesse europee si privano della Queen Piccinini che vola a Novara, e del tecnico Massimo Barbolini diretto in Turchia all'Eczacibasi. Molto incerta e fumosa è la situazione di Lloyd e Gibbermeyer entrambe ricercate dall'Europa che conta ma sembrano destinate a rimanere. Confermate invece capitan Tirozzi, Imma Sirressi e Jole Stevanovic. Sul nuovo allenatore si vocifera possa essere Caprara, con Micelli come seconda opzione.


FOPPAPEDRETTI BERGAMO:

Skowronska e l'orgoglio Foppa
Le detentrici della Coppa Italia hanno iniziato il mercato estivo con due veri colpi sensazionali: in arrivo da Novara Martina Guiggi e dalla Polonia l'opposta polacca per eccellenza Kasia Skowronska, che sostituirà la regina Katarina Barun che dopo un solo anno ritorna a Novara. In entrata anche la talentuosa centrale Mina Popovic. In uscita quindi Freya Albrechet e Laura Frigo, incerta la posizione di Celeste Plak che sembra essere diretta a Busto.
Il sestetto orobico quindi appare già completo con Leo Lo Bianco in palleggio, Skowronska opposto, Gennari e Sylla in banda, Guiggi e Popovic al centro, libero Paola Cardullo. In attesa la riconferma di capitan Paggi.




IGOR NOVARA:

Anche Novara ha già messo una buona zampata sul mercato assicurandosi due stelle del calibro di Piccinini e Barun a cui si aggiungono le olandesi Dijkema al palleggio e Pietersen in banda. Bonifacio sarà promossa titolare e Fabris ha già dato la sua disponibilità al cambio di ruolo, passando quindi da opposto a banda. Il sestetto azzurro sarà quindi Dijkema - Barun, Piccinini - Fabris, Chirichella - Bonifacio, libero Sansonna. Alla guida confermato il tecnico Fenoglio.

SAVINO DEL BENE SCANDICCI:

La vera regina del mercato è però attualmente Scandicci che è riuscita a portare in italia la fortissima centrale brasiliana Adenizia che farà coppia con l'ex capitano di Conegliano, Valentina Arrighetti. In entrata altri due pezzi pregiatissimi di mercato: l'olandese Mejiners e il ritorno di Aneta Havlickova.
Confermato il tecnico Chiappafreddo, Rondon in palleggio e il libero Enrica Merlo.
In uscita quindi Federica Stufi destinata a Busto Arsizio.



UNENDO YAMAMAY BUSTO ARSIZIO:

Noemi Signorile - da Novara a Busto
Dopo un anno molto altalenante la squadra delle farfalle allenate dal confermato Mencarelli, ha subito un grande stravolgimento: al palleggio Noemi Signorile proveniente da Novara, saluta quindi Hagglund. L'eredità della fortissima Lowe viene lasciata al braccio pesante del volley nostrano, Valentina Diouf. Al centro saluta Fondriest che torna in Trentino, e arrivano Federica Stufi da Scandicci e Berti dal Club Italia (parte Giulia Pisani?). Sempre dal Club Italia ritorna il libero Ilaria Spirito, saluta quindi Celeste Poma. Di sicura partenza anche Yilmaz, che dopo una stagione un po deludente torna in Turchia. 


REBECCHI NORDMECCANICA PIACENZA - LIU JO VOLLEY MODENA:


Dopo un teatrino poco gradito finalmente entrambe le società hanno dichiarato il loro progetto di fusione: il titolo di Piacenza con annessa Champions League si trasferisce a Modena. L'unica certezza è che il main sponsor sarà Liu Jo e che si giocherà a Modena. Sulla squadra si hanno ancora diverse perplessità visto che il parco giocatrici è davvero ampio. Uniche partenze certe sono Maja Ognjenovic che torna in Turchia e Meijners che si accasa a Scandicci. Molte voci di corridoio circolano intorno ad arrivi e partenze ma al momento sembra tutto molto confuso.

Per quanto riguarda le restanti squadre della serie A, si ha la conferma dell'iscrizione da parte della PROMOBALL MONTICHIARI che è riuscita a trovare un accordo con gli sponsor. In attesa di ripescaggio il BISONTE FIRENZE ha ingaggiato il tecnico Marco Bracci salutando l'unica allenatrice di A1, Francesca Vannini. 
In casa Saugella, neo vincitrice dei play off di A2 si fanno i nomi di Chiara Arcangeli (rimane quindi Leonardi nella fusione?), la giovanissima Ofelia Malinov (come seconda di Dall'Igna) la spagnola Maria Segura autrice di un'ottima stagione in A2 con la Trentino Rosa e Celeste Plak, oggetto del desiderio anche della Unendo Yamamay Busto Arsizio.

Foto credit: Paolo Miccoli - Get sport media, pagina fb Uyba, pagina fb Kasia Skowronska

Champions League M, i numeri della Final 4 di Cracovia

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Cari amici di Jumpin, bentornati sul blog!
Certo, saremmo stati di certo più felici se oggi ci fosse stata da commentare una vittoria tricolore nella Final 4 di Champions League appena conclusasi a Cracovia, invece siamo qui a parlare di un terzo e secondo posto italiani, entrambi deludenti seppur per motivi molto diversi.


Che ne dite di riassumere questi due giorni pieni di emozione con qualche numero interessante?!

0 - i rimpianti che deve avere Trento (ma così sicuramente non sarà, viste le facce dei suoi giocatori nella cerimonia di premiazione)

0 - i minuti giocati da Spiridonov

1 - ? la wild card che potrebbe ricevere Trento per partecipare al prossimo mondiale 

2 - i punti che hanno separato Trento dall'incredibile sogno di riportare a casa la Champions League

2 - le "teste" saltate in casa Lube subito dopo la finalina 3/4° posto: esonerato il DS Recine dopo 13 anni di collaborazione, dimissionario Massacesi.

2 - le gare di semifinale perse nel frattempo sia dai trentini che dai maceratesi, entrambe le squadre sono chiamate ad un autentico ribaltone per potersi qualificare alla finale del campionato

5 - su 7 le vittorie della Trento targata Stoychev nelle partite in gara secca sulla Lube (3-0 semifinale Ch. League 2009, 3-0 semifinale Ch. League 2016, 3-2 semifinale Coppa Italia 2016, 3-2 finale Coppa Italia 2012, 3-1 finale Coppa Italia 2013), le due sconfitte sono arrivate nel V-Day di Milano e nella Supercoppa del 2009

7 - muri punto per Russell Holmes, giustamente premiato come best middle blocker

19 - gli anni di Simone Giannelli, è bene ricordarlo

25 - i punti di Kurek ma anche il numero di servizi sbagliati da lui ed i suoi compagni

27 - i punti messi a segno dal fenomeno cubano Leon, anche quest'anno MVP della manifestazione.

62 - i punti del trio di palla alta russo (2 set e mezzo vinti da Leon, Anderson e Mikhailov praticamente)

69 - % di attacchi vincenti messi a terra da Mikhailov in finale, veramente implacabile

138 - i minuti serviti a Civitanova per piegare i padroni di casa di Resovia

1076 - i km che separano Trento da Cracovia

1451 - quelli percorsi invece dai tifosi della Lube

11000 - gli spettatori della Tauron Arena di Cracovia 

1a giornata World League: la Francia schiaffeggia il Brasile, nellabattaglia Serbia-Italia la spuntano i nostri

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Day one di final six che è andato in archivio e le sorprese non si sono fatte attendere... Nella prima gara una spumeggiante Francia cancella un Brasile che nel primo set aveva messo in campo un gioco a cinque stelle. 
Nella seconda invece il cuore e l'orgoglio azzurro sono venuti a galla spingendo la formazione di Berruto verso un'insperata e meravigliosa vittoria per 3-2 sulla Serbia, alimentando le speranze (e forse qualcosa in più) per il passaggio del girone! 

Ecco le cronache : 

Brasile – Francia 1-3:

Il primo set è una vera e propria battaglia. Toniutti parte male, la Francia è discontinua in attacco e il Brasile difende l’impossibile: il set sembra destinato a finire in 20 minuti scarsi. 
I padroni di casa arrivano agilmente sul set point, 24-21, ma poi si smarriscono incredibilmente consentendo ai transalpini di tirare fuori le unghie e pareggiare grazie all'errore di Lucarelli e un muro di Le Goff.
I ragazzi di Tillie hanno a loro volta occasione di chiudere ma alla fine Murilo mostra che la classe non è acqua e con 2 super muri (su Ngapeth e su Rouzier) regala ai suoi il primo parziale.


I francesi iniziano il secondo parziale con il sangue agli occhi, Toniutti sale in cattedra e sfodera il suo gioco, mentre la coppia Bruno – Evandro si spegne costringendo Bernardinho a gettare nella mischia Vissotto – William. Ecco, Evandro non dà certo la sicurezza di Wallace e l’unica bocca da fuoco affidabile è Lucarelli, mentre il piccolo (di statura) Tillie fa il bello e il cattivo tempo in attacco. 
La Francia tenta la fuga sul 20-18 con Le Roux protagonista a muro, Ngapeth spolvera le righe al servizio e fa segnare il +3, break che viene ulteriormente incrementato dal muro di Le Goff e sul 24-21 il Brasile non tenta nemmeno di rientrare e regala il set agli avversari con un errore in battuta di Isaac.

Nel terzo set si viaggia sul filo dell’equilibrio ma la coppia arbitrale si lascia sfuggire 2 fischi a favore dei padroni di casa sanzionando due difese francesi di fila: la partita si scalda, e si trasforma in una gara di urli e di ace (2 francesi, uno di Isac): 14-12 per Tillie e soci. Nel finale il Brasile si rifà sotto 20-20 e ricomincia la battaglia, con Lucas che in attacco si fa sentire. I verde-oro buttano 2 set point di fila sbagliando due battute float, Le Roux trova l’ace che ribalta l’equilibrio 26-25. Chiude proprio la Francia 31-29 con due punti di Ngapeth, di cui l’ultimo a muro contro il gigante Lucas.



Nel quarto set i padroni di casa riescono a contenere l’entusiasmo dei francesi e rimangono attaccati nel punteggio. A metà set la Francia ha un prezioso break di vantaggio ma spreca un facilissimo slash che poteva regalare il +3; 3 ace di Le Roux spaccano il set e mandano davvero i suoi a +6 (23-17). Il Brasile è inchiodato, la Francia ha ben 7 palle match (24-17). Chiude Rouzier con un mani fuori: 3-1 per i francesi.

È difficile fare un solo nome per squadra, proviamo a dire i 2 giocatori che ci sono piaciuti di più e i 2 che ci hanno convinto di meno. 

TOP BRASILE: Lucarelli
FLOP BRASILE: Evandro
TOP FRANCIA: Ngapeth
COSI' COSI' FRANCIA: Le Goff

Serbia - Italia 2-3:

Ed è stata davvero la vittoria di un gruppo, dove ognuno ha buttato dentro al cilindro un po' del suo meglio, a turno, quando ce n'era bisogno.
Le vittorie arrivano cosi, con il cuore, la volontà e l'unione.. quando alla causa contribuiscono tutti senza smania di dimostrare o strafare, capaci di fare il proprio meglio anche nell'ombra. 
Dove ognuno ha contribuito con il suo fondamentale migliore, prendendo campo e spazio aiutando un compagno in difficoltà; a partire da Birarelli che ha tenuto unita la squadra nel momento di maggior sfaldamento grazie ad un muro granitico, passando per una Lanza capace di giocare una partita da veterano consumato a soli 24 anni, puntuale, preciso e ficcante nei palloni importanti, portando egregiamente il peso di quello a cui vanno le palle complicate e che ha il compito di trasformare in punto.
A Giannelli che ha patito si l'emozione ma ha tirato fuori il carattere e lo ha "imposto" anche ai compagni, un Vettori che fatica ma che non molla, tocca palloni e martella e infine un Colaci davvero Monstre.

Gli azzurri - in canotta bianca - partono fortissimo (+6) e la ricezione serba soffre. Un buon turno al servizio di Atanasijevic accorcia un po’ il divario ma l’Italia mantiene il +5. Sul 16-19 Berruto preferisce fermare il gioco per fermare la rimonta serba. Con un altro mezzo ace di AA la Serbia va a -1. L’Italia vola sul 24-22 trascinata da Vettori, primo set ball annullato sempre da AA, chiude Antonov 25-23.


Inizio orgoglioso della Serbia che con Ivovic al servizio va subito sul 4-0 e tuona a muro, ingabbiando Vettori. L’Italia soffre la falsa partenza e sbaglia molto dalla linea dei 9 metri, non riuscendo a ricucire il gap (14-8). Il divario si allarga e i nostri si disuniscono, con Mengozzi che a muro va in estrema difficoltà permettendo a Lisinac di fare il bello e il cattivo tempo (18-10). Berruto prova a cambiare la diagonale inserendo Saitta e Nelli. Il set senza storia si conclude 25-14. 

Anche nel terzo set la Serbia scappa via 10-5 trascinata da un implacabile Atanasijevic. I ragazzi sono tesi e si vede, ma trovano la forza di agganciare gli avversari con il muro granitico di Birarelli (11-11). I serbi allungano ancora 17-14, i nostri non mollano. Break italiano con due muri di Bira e Giannelli (20-18), che poi allunga 23-20 con un mani out di Massari, subentrato al bersagliatissimo Antonov. Sul set ball Italia Petric serve out ma Grbic non ha più challenge da chiamare, avendone scialacquato uno su una parallela evidentemente dentro di Lanza qualche pallone prima. 

Nel quarto set Massari rimane dentro per Antonov, la Serbia parte forte e va subito al tempo tecnico sull’8-4. Come nel set precedente, quando si arriva intorno al 10 gli azzurri spingono sull'acceleratore e tornano a -1. Attanasio e soci riconquistano il break di vantaggio, poi l’arbitro si inventa il quarto tocco su attacco murato a Vettori (14-11). Gli azzurri si rifanno sotto 15-17, la Serbia allunga ancora approfittando di un errore di Vettori (21-17). I ragazzi di Grbic mantengono i 4 punti di vantaggio e alla prima occasione chiudono il ser 25-20: si va al tie break. 

Tie break ancora con Massari dentro e di nuovo Jovovic in cabina di regia serba, dopo essere stato sostituito nel quarto set. L'Italia parte col turbo e con i super muri del Bira siamo subito sul 4-1. Giannelli piazza un ace micidiale da 1 a 5, poi offre il bis con una flot velenosa, terzo ace di nuovo con la battuta al salto: 7-1 senza parole. Sull'8-1 si ferma la serie del giovane bolzanino, ma adesso gli azzurri giocano sciolti; Grbic cambia entrambe le bande buttando dentro i fratelli Kovacevic. La Serbia è comprensibilmente nel pallone tanto che Atanasijevic piazza un pallonetto direttamente in rete. Arrivano ben 6 match point per gli azzurri (14-8) ma c'è un po' di fretta di chiudere e Berruto ferma il gioco. Chiude, come è giusto, il capitano Birarelli 15-9. 

Anche qui, come sopra, è difficile fare un solo nome per squadra, proviamo a fare i nostri nomi:   

TOP SERBIA: Lisinac
FLOP SERBIA: Jovovic
TOP ITALIA: Colaci
COSI' COSI' ITALIA: Mengozzi

Ravenna saluta l'Europa, sconfitta per 3-2 contro il Lisbona.

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 Doveva essere la serata del "miracolo", doveva essere .. 
Errata corrige : si sperava potesse essere una serata storica... Era difficile ma non impossibile ribaltare il 3/0 patito all'andata.
Ma qualcosa da metà gara in poi è andata storta, Ravenna alla fine soccombe al tie break al Benfica.
Il risultato più beffardo possibile, perché dopo tutto, sono arrivati 5 set (che peseranno sulle gambe) ma sopratutto l'ultimo, senza valore, "giocato" dai ragazzi di Kantor con le delusione cocente addosso.
Si, perché fino al metá del terzo parziale sembra tutto filare secondo il copione che si erano fatti i tanti tifosi accorsi al PalaCredito, con Cebulj e Co. che magari non esprimevano un gioco spumeggiante e perfetto ma capaci di lottare e crederci nei momenti clou. 
Ma questa sera alla lunga sono state troppe le lacune presenti nel gioco ravennate, partendo dal sevizio, falloso e molto poco ficcante, che non ha saputo mettere pressione alla linea di ricezione portoghese che, al contrario, ha risposto per lunghi tratti positivamente permettendo al proprio palleggiatore di smistare al meglio il gioco. 
Le enormi difficoltà in ricezione, con un Bari molto in affanno e spesso bersagliato, che ha costratto Kantor a preferirgli Goi anche in fase di ricezione.
Ma sopratutto la giornata no di Renan, finito anche lui molto presto in panchina per uno Jeliazkov non comunque troppo positivo. 

FOTO CMC RAVENNA
Come se non bastasse a queste difficoltà si sono aggiunte la poca sportività degli ospiti e l'incompetenza lampante dei due arbitri, disastrosi.
Ravenna l'Europa l'ha accarezzata davvero, alla fine del secondo set, ma se anche il sogno chiamato finale si è infranto sul più bello, e quella di stasera non sia stata la Cmc più bella della stagione, rimane comunque il grande sforzo operato dai ragazzi, che nonostante la sorte non fosse dalla loro parte hanno lottato e hanno cercato in tutti i modi di rimanere aggrappati alla partita; a dire la verità, forse, la vittoria al Lisbona l'ha regalata sopratutto qualcun'altro.
Kantor schiera i titolarissimi Cavanna-Renan, Cester-Mengozzi, Cebulj-Koumentakis il duo Bari-Goi a diversi le fasi di ricezione-difesa.
Lisbona che invece schiera Aviz-Gaspar diagonale di posto 2, Cruz-Silva Reis in 4, Honorè-Soares al centro e Casas libero.
Match che parte con assoluta parità fino al 4-4 dove la Cmc firma il primo break di 3 punti a 0 grazie ad un ace di Cester, una stampata su Silva Reis e un mani out di Koumentakis.
Lisbona non ci sta e di fatti recupera subito lo svantaggio impattando sul 10-10 con un ace di Honorè (battuta float, la sua, che metterà in croce la ricezione ravennate nell'arco di tutta la partita), alcuni scambi che premiano a turno entrambe le formazioni che viaggiano a braccetto fino al 13-13, dove è ancora la squadra di casa a brekkare (ace di Cebulj e murata a Gaspar).
Quello che succede (anche) questa volta è il copione che seguirà più o meno tutto il match, perché Lisbona risponde subito al break e non lascia scappare Ravenna.
FOTO CMC RAVENNA
Parità, ancora, fino al 21-21, qui un mani out di Renan e un errore di Gaspar sul tentativo di diagonale stretta lanciano Ravenna sul +2 (23-21), l'errore al servizio di Cebulj e una murata di Soares a Renan rimettono tutto in parità.
Il tiratissimo sprint finale premia Ravenna, chiude un muro di Koumentakis su Gaspar 25-23.
Vittoria di set che gasa Ravenna, la squadra di Kantor parte bene nel secondo set portandosi sul +3 (4-1) con uno scatenato Cester (attacco+muro) e una serie di battuta ficcante di Mengozzi. 
Piano piano gli ospiti pero rosicchiano punti, pareggia i conti sul 6-6 con Gaspar e Silva Reis. 
Questa volta a tentare la fuga è Lisbona, che grazie al servizio arriva fino al 16-12; il massimo vantaggio gli ospiti lo toccano sul 23-18 e quando sembra andare tutto storto arriva la reazione dei padroni di casa, un attacco di Mengo e una paletta di Cebulj insieme ai due errori portoghesi (Silva Reis e Gaspar) riportano nel match Ravenna. 
E' sul 24-22 che avviene il "miracolo", annullati due match point (muro su Cruz e invasione aerea di Aviz) Ravenna risponde colpo su colpo ai vantaggi trovando il punto decisivo con il muro di Jeliazkov su Silva Reis.
Ed è proprio qui il momento in cui qualcosa si rompe, perché Ravenna, sopra di due set a 0 e con il gioco in mano, si ferma letteralmente.
O per lo meno, lotta per buona parte del set, ma sul 17-18 subisce un break di 4-0, che poi non riuscirà più a ricucire e gli ospiti chiudono senza affanno sul 25-20 con pallonetto spinto.
Quarto set che per la Cmc rappresenta l'ultima fermata del treno Europa, ma purtroppo i ragazzi a questa fermata scendono.
Un parziale che sin dalle prime battute è sembrato non poter andare a buon fine, perché Lisbona scappa via subito fino al 11-6 (complici gli arbitri autori di una serie di chiamate da film dell'horrore, concluse con il rosso dato a Kopumentakis); Ravenna tenta di rientrare ma gli sforzi sono vani, i troppo errori al servizi e la carica agonistica che hanno gli avversari ora hanno la meglio. A chiudere è un muro sul primo tempo di Mengozzi. 
Quinto set difficile da commentare e riportare, a parte forse un gesto davvero inspiegabile e antisportivo degli avversasi, come fotografia del loro comportamemento di tutto il match, con la qualificazione in mano e con un quinto set dominato, sul 14 e con un ace subito arriva il time out scherno chiamato dall'allenatore portoghese, un gesto poco gradito dai ravennati che reagiscono avvicinandosi alla panchina avversaria.
Si chiude cosi un match teso e difficile che ha premiato, neanche così meritatamente, il Lisbona; ma quello di Ravenna rimane comunque un bellissimo percorso e questa sconfitta dovrà essere subito cancellata, perché per un obbiettivo mancato (la finale di Challenge) un altro altrettanto importante (i play off) è stato raggiunto, e Domenica ci sarà da blindare il settimo posto nel match casalingo contro Milano. 

A giocarsi la finale saranno quindi il Benfica Lisbona e Novi Sad, date ancora da definire.