Dimissioni di Berruto: chi siederà sulla panchina azzurra?

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È arrivata ieri la notizia delle dimissioni da tecnico della nazionale italiana di volley di Mauro Berruto. 
Non ci addentriamo sulle motivazioni e sulle tempistiche della scelta ma preferiamo volgere uno sguardo al futuro, cercando di capire pregi e difetti dei papabili alla sua successione. 

La nomina del nuovo CT avverrà fra venerdì e sabato durante il consiglio federale di Cervia, passaggio fondamentale in vista dell'imminente ritiro di Cavalese che inizierà a breve e porterà la squadra azzurra verso gli importanti appuntamenti come la World Cup e l'Europeo.

Fin da ieri sera i nomi che circolano sono quattro: il più papabile sembra essere Gianlorenzo Blengini, vice di Berruto e neotecnico della Lube Civitanova Marche; Radostin Stoychev, campione di tutto con Trento; Lorenzo Bernardi, mister secolo e Angelo Lorenzetti, marchigiano allenatore di Modena.
Appare subito evidente come tutte e 4 le candidature portino in dote un ostacolo che fino a poco tempo fa sembrava essere insormontabile per il presidente federale Magri (e tutto il suo consiglio); questo ostacolo risponde al nome di doppio incarico. Cioè la possibilità di allenare contemporaneamente sia la nazionale azzurra sia un club: tutti quattro i candidati citati sopra sono al momento attuale sotto contratto con una squadra di club. 
Ma proviamo ad entrare nello specifico per dare un idea di quali sarebbero i pro e i contro di papabili CT.

BLENGINI:
PRO: È uno dei tecnici emergenti del panorama italiano, reduce dalla splendida stagione con Latina dove si è guadagnato il diritto alla semifinale scudetto e alla panchina della Lube nella prossima stagione (dopo averla eliminata nei quarti dei playoff scudetto); è stato il vice di Berruto per i primi mesi di questa stagione internazionale quindi garantirebbe una certa continuità, se non di progetto almeno di persone. In queste prime settimane di avventura azzurra ha comunque dimostrato personalità guidando spesso la squadra durante i time out.
CONTRO: manca di esperienza internazionale e di vittorie importanti. Sarebbe sicuramente una scommessa, forse azzardata e, così come abbiamo messo la continuità con Berruto nei pro, la mettiamo anche nei contro. Forse alla nazionale serve una svolta più netta. 

STOYTCHEV:
PRO: il suo curriculum parla per lui, è l'allenatore di club più vincente degli ultimi 10 anni (insieme ad Alekno), ha personalità per sostenere la pressione che una nazionale porta con sè. Conosce benissimo il volley a livello internazionale. È un allenatore straniero ma ricordiamo che i successi più grandi la nazionale li ha ottenuti con un certo Julio Velasco in panchina. Sa tenere in pugno il gruppo e garantisce un livello d'allenamento particolarmente elevato.
CONTRO: è giusto puntare su un allenatore straniero? Non sarebbe come sminuire ancora di più il movimento italiano? Senza contare il fatto che Stoytchev, proprio per il suo carattere, rischia di andare allo scontro frontale con molte facce note nello spogliatoio azzurro. Eventuale gestione dei "suoi" giocatori di Trento in nazionale?  Il suo arrivo sulla panchina azzurra potrebbe essere un ostacolo all'ormai imminente approdo di Juantorena in nazionale? Nelle sua avventura con la nazionale bulgara non ha di certo brillato portando a casa risultati sotto le aspettative pur con un gruppo di giocatori validi.

BERNARDI:
PRO: punta di diamante della Generazione dei fenomeni mister secolo è forse l'ipotesi più affascinante sul piatto; italiano, con una personalità molto forte, potrebbe essere l'uomo giusto per riunire il gruppo azzurro.
CONTRO: ha da poco compiuto il salto dal campo alla panchina e la sua esperienza è minima, ma se la Serbia si è affidata a Grbic e la Polonia ha vinto un mondiale con Antiga (alla primissima esperienza da allenatore) in panchina...

LORENZETTI:
PRO: sa lavorare bene sul campo, soprattutto con le nuove generazioni (Giannelli, Nelli, Vettori, Lanza). È un tattico formidabile e sa tirare fuori il meglio da tutta la rosa a disposizione facendo sentire tutti importanti ed indispensabili alla causa. Ha vinto abbastanza nella sua carriera ed ha carisma per guidare il gruppo azzurro.
CONTRO: specialmente negli ultimi mesi della scorsa stagione ha fatto dubitare delle sue capacità di tenere le redini della panchina. Pensiamo alla mancata gestione dell'estro di personaggi come Bruno, Ngapeth e Kovacevic che alla fine è stata una delle cause che è costata a Modena lo scudetto.


Su tutti e quattro pesa comunque un CONTRO piuttosto evidente. Per la nazionale italiana, in vista del prossimo anno e mezzo fondamentale che ci dovrebbe portare (qualificazione permettendo) alle olimpiadi di Rio, servirebbe una persona che si dedicasse al 100% alla causa azzurra e non solo negli "stacchi" dal proprio campionato. Qualcuno dei quattro ha il coraggio di abbandonare il proprio club per la panchina azzurra? La società "privata" del tecnico come reagirebbe?

Abbiamo provato a pensare a nomi di tecnici italiani che al momento sono liberi da vincoli contrattuali o stranieri che potrebbero virare verso la causa italiana ma è veramente difficile trovare qualcuno (Kovac sotto contratto con l'Iran, Daniele Bagnoli). Non ci resta che aspettare qualche ora e sapremo tutto.