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Modena - Trento, le pagelle del big match!!!

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Ecco a voi le nostre pagelle del big match, Trento porta a casa 3 punti pesanti e la vetta della classifica, vediamo come si sono comportati in campo i protagonisti di questo caldissimo match!! 


N.D.R : queste sono state le nostre interpretazioni e i nostri personalissimi voti e come tali sappiamo possano non essere condivisi, vi inviato a farci la sapere la vostra opinione nei commenti, con calma!!! 




Modena :



Brunihno : 6,5. Sempre spettacolare da vedere, palle che escono ad una velocità supersonica sia verso zona 4 che in seconda linea da posto 1, palla che con Vettori è cresciuta di efficacia risultando davvero fastidiosa per gli avversari (Trento a dir la verità su posto 2 a muro ha capito ben poco), ma ci sono state diverse imprecisioni che hanno limitato il suo voto a 7, qualche incomprensione con Piano e Vettori ma sopratutto le due palle mancate nel finale di quarto set che hanno poi dato il là alla vittoria di Trento.

Vettori : 7. Per il Vetto una buona gara in attacco, per quasi due set è stato forse l'unico a tenere in piedi l'attacco modenese, la seconda linea così veloce è davvero un'arma in più.
E' mancato troppo però il suo servizio, troppi gli errori (5) a fronte di 1 solo ace e pochi servizi davvero efficaci. 


Piano : 5. Non è stata per noi sufficiente la prova di Matteo, parte bene il primo set con un muro perentorio ma poi si perde letteralmente durante la prima frazione, grandi difficoltà a muro in cui ma anche in attacco dove si propone poco. 


Verhees : 4. Prova molto al di sotto della sufficienza quella del centrale belga, disastroso a muro, sempre in ritardo e in scorrimento nei raddoppi concedendo troppo varchi agli attaccanti trentini. Invisibile anche in attacco. 


Petric : 7 1/2, che giocatore. Sbaglia poco ma sopratutto sbaglia poche partite. Poco servito forse da Brunihno risulta però essere sempre decisivo quando chiamato in causa, dotato di tutti i colpi e di un'intelligenza tattica invidiabile, il più continuo e ficcate di questa stagione e forse la vera arma in più di questa squadra. 


N’Gapeth : 6. Forse la sua prova non è stata proprio da 6, qualcosa in più ci poteva stare ma in un match carico di tensione, con tanto in ballo come il primo posto, come Modena - Trento ci aspettavamo qualcosa in più da un giocatore che in questi match carichi di adrenalina sa sempre esaltarsi. Sabato invece è mancata più di tutto la sua sana "ignoranza" sportiva, quella che spesso da' la scossa e sveglia anche i compagni, poco grintoso e un po' annebbiato in alcune situazioni di gioco (la pipe di seconda intenzione attaccata a metà rete è stata il segnale di una giornata non proprio speciale).


Rossini : 6,5. Altra solida prova per il libero modenese, molto attivo in difesa dove guida una buona linea, proverbiale sempre la sua grinta con grandi esultanze. 


Casadei : 6entra per Vettori in qualche scampolo di partita, attacca due palloni ma è il colpevole del mani out che chiude la partita. 


Sala : subentra una sola volta a Matteo Piano, un cambio forse un po' tardivo ma sopratutto troppo corta la sua permanenza in campo considerando il disastro dei pari ruolo! 


Lorenzetti : 5. Qualche dubbio sulla gestione del match c'è... Kovacevic? Il cambio di Sala così tardivo e corto? Anche la tempistica dei time out non è stata proprio eccellente, sicuramente il lavoro fisico impostato in vista dei play off ha condizionato il gioco ma sicuramente ci vorrà un altro spirito di gestione nei prossimi mesi!

La coreografia della curva modenese




Trento


Zygadlo : 6. Perchè alla fine lui e compagni hanno portato a casa 3 punti pesantissimi, ma la prova del polacco non è stata eccellente, continuano le difficoltà di gestione del gioco che perdurano da un paio di settimane, anche se a dire la verità il feeling con i posti 4 Sabato è stato decisamente più alto delle partite precedenti. Servirà ritrovare il vero Zygadlo per i play off perché abbiamo il presentimento che questa versione un po' imprecisa e confusionaria non basterà per puntare all'obiettivo grosso. 


Nemec : 5. Alla fine i numeri racconteranno di un buon match per l'opposto ceco (50% in attacco) ma la sensazione dal vivo è stata di un match piuttosto abulico per lui, tant'è che spesso è arrivata la sostituzione con Nelli.
Poco presente in attacco e soluzioni a livello di colpi molto limitate, non è mai riuscita ad entrare al 100% in partita e a imporsi come attaccante principale per Zygladlo..  Ma sopratutto un servizio davvero disastroso, 4 errori e zero ace. 
Anche per lui una condizione da montagne russe e davvero poca continuità in un ruolo piuttosto chiave per la pallavolo moderna. 


Kaziyski : 8. Prova maiuscola di un giocatore che quando conta mette sempre la zampata, arrivava da qualche prestazione un po' opaca e una stagione a livello di forma non forse eccellentissima ma ancora una volta ha dimostrato la sua grande classe. Devastante in attacco,  76% dopo i primi due set, martella senza pietà, ma quello che ha colpito ulteriormente è stata la prova davvero positiva in ricezione e la serata sbalorditiva al servizio dove ha fatto danni seri nella ricezione modenese in tutti i momenti importanti, con un braccio che non ha mai tremato.

Lanza : 8qualcuno cercava un giovane top player italiano?! E' qui. Lanza è cresciuto e gioca come un veterano. Non è più "l'altra" banda, adesso è il giocatore che si prende le responsabilità nei momenti importanti e lo fa senza paura, mette giù i palloni trovando sempre i colpi giusti.
A luci rosse l'attacco in mani alte nel finale di quarto set e il lucidissimo pallonetto spinto che ha chiuso il match, da vero campione. 

Solè : 7 1/2. Che prova del centrale argentino, forse non eccellente in attacco ma è stato impressionante il lavoro che ha fatto a muro, 5 le stampare messe a segno ma sopratutto tante toccate e palloni contenuti, sempre comporto, lucido e veloce negli spostamenti!

Birarelli : 7. Solita prova alla Bira, possiamo definirla così, il capitano trentino è un altro di quei giocatori che porta sempre a casa prove maiuscole, noioso al servizio e sempre presente quando chiamato in causa in attacco. Ha dalla sua la grande esperienza che lo ha reso un centrale determinante anche se poco appariscente. 

Colaci : 8. Colaci ha acquisito una solidità e una padronanza del campo davvero impressionante, un libero che in seconda linea ha pochi rivali, la  sua crescita negli ultimi anni è stata davvero perentoria, permette sempre a Zygaglo una buona ricezione ma sopratutto break importanti con le sue difese. 

Nelli & Giannelli : 7. Il baby duo non ha paura, entrano nei momenti clou, quelli da far tremare le gambe e le braccia e non sbagliano mai. Nelli attacca alto forte e porta a casa punti importanti e non è il più il classico cambio per far rifiatare il titolare ma si sta ritagliando spazi importanti con le sue qualità e la sua crescita.
Mentre Giannelli distribuisce il gioco e alza in maniera impeccabile, le mani non tradiscono e sa sempre scegliere la palla e il giocatore giusto. 
Due che non avranno bisogno di troppi anni prima di pretendere un posto da titolari, ma sopratutto due sorrisi azzurri a 36 denti. 

Stoychev : 7. Qui si apriranno polemiche infinite, già lo sappiamo. Ma ancora una volta il suo rosso da la scossa decisiva alla sua squadra, che in un momento difficile e dove forse stava subendo un po' troppo si sveglia e si carica chiudendo un set quasi perso. Un allenatore che può risultare antipatico e pesante che però ha dalla sua la grande capacità di capire sempre il momento dei suoi giocatori e il sapere sempre qual'è la cosa migliore da fare. 

Kaziyski e compagni festeggiano sotto la curva dei tifosi



La strana estate mondiale

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LA STRANA ESTATE MONDIALE ... 

Un'estate che ci ha regalato diversi momenti "indimenticabili".


Mondiali che ormai sono volti al termine e prima di buttarci a capofitto nei campionati vi proponiamo una sorta di classifica delle stranezze di questa estate.
Durante questi mesi abbiamo assistito a diversi appuntamenti e nel fare un brainstorming di quello che abbiamo visto e commentato ci siamo accorti che quest'anno c'è stato un boom di "novità" o di "stranezze".
Ci sono state introduzioni interessanti, veri e propri cambiamenti, schemi presi in prestito da un settore e adeguati all'altro, scene esilaranti.. 

Facciamo un po' un riassunto e vediamo cosa ricorderemo, forse di più, di questa strana estate mondiale..

Partiamo con ordine : 

Ottavo posto per una strana scena apparsa durante il match tra Francia e Belgio.


Nel 5° set in un rimpallo difensivo il libero francese si infortuna malamente al mignolo di una mano (solo lussazione fortunatamente), costretto a lasciare il match si improvvisa libero il prossimo schiacciatore di Modena : Earvin N'Gapeth.

Buffa la scena in cui, per mancanza di tempo, gli è stata lanciata la pettorina di un fotografo al posto della maglia di Grebennikov. 
Scena insolita questa, ma che ha fruttato la vittoria francese e fortunatamente nessuna grave conseguenza per Jenia (si è dimostrato uno dei liberi più forti del torneo).





Settimo posto per un momento da pura candid camera.

Durante  il match tra Iran e Usa, Kovac inserisce il centrale Armin Tashakori per la battuta, complice un bruttissimo lancio manca completamente la palla nella battuta float, buttandosi a terra.
Per limitare la figuraccia appena fatta sembra fare riferimento ad un infortunio, salvo poi rialzarsi e nascondere un sorriso.
Chi davvero non è riuscito a non ridere di gusto è proprio l'allenatore Iraniano! 





Al sesto posto troviamo un evento tutto made in Italy.


Cambio radicale per quanto riguarda il campionato italiano, da Ottobre prenderà il via la nuova Superlega.
Un campionato stile franchigie Nba e sullo stampo di tutti i maggiori campionati americani (Nfl, Nhl, Mlb, Mls), con direttive e richieste minime per la partecipazione; la supelega fa seguito ad un progetto per limitare i "noiosi" avvenimenti che hanno travolto il campionato italiano (sia maschile che femminile) a causa della crisi. 
Dopo il blocco delle retrocessioni ecco la nuova idea sperando che un cambiamento così importante possa essere ben assorbito e che possa funzionare.


Al quinto posto l'evento azzurro simbolo del 2014 ..

11000 persone e sold out per la partita di World League tra Italia e Polonia, a prestare lo sfondo e cielo il foro italico di Roma; l'Italia è stata la prima ad ospitare una partita di volley a cielo aperto raggiungendo anche l'incredibile (per noi) cifra di più di diecimila spettatori a godersi uno spettacolo unico e da brividi.
Un bel primato, ma che deve essere solo un punto di partenza, perché di volley in Italia abbiamo fame in tanti e se dovessero esserci a disposizione spazi più grandi siamo sicuri verrano riempiti.




Aria di podio, ma solo sfiorato ... 
Quarto posto per la ..



Il campionato polacco è forse il più "avanzato" per organizzazione e seguito in tutta Europa, merito ovviamente anche dello spazio che ha questo sport nel paese.. Di fatti li la pallavolo è sport nazionale.
Ma da una nazione che ha così tanto da offrire e da insegnare ci aspettavamo un campionato del mondo meglio gestito, si è parlato tanto dell'altissimo livello del loro video check, delle riprese e dei replay.. Tutto questo è mancato nella vetrina più importante. 
Il sistema di "controllo" per le azioni dubbie è risultato ampiamente scarso, per qualità delle immagini sopratutto, rendendolo di fatto nullo e molto discusso per i primi turni.
Replay quasi mai proposti e mancanza di audio nei time-out non sono di certo cio che ci aspettavamo da questa terra che la pallavolo la respira davvero.



Medaglia di bronzo e quindi terzo posto al



Sempre al mondiale appena concluso.
Se da una parte ci sono state diverse mancanze dall'altra parte è stato un mondiale davvero "nuovo" e "grande".
La partita inaugurale è stata qualcosa di mai visto per questo sport, numeri da capogiro (62000 spettatori) che aprono al volley enormi scenari, una visibilità e possibilità di "conquista" spazi che forse mai si era pensato di poter avvicinare; 
l'utilizzo dello stadio del Varsavia è stata prova generale passata a pieni voti.
Per quanto riguarda invece l'Italia mamma Rai ci ha offerto un mondiale con una copertura da sogno (non tutto è stato perfetto, vero), sono state trasmesse 3 partite al giorno in diretta sempre fornite di commenti e diverse repliche.
Terza fase senza Italia che è comunque stata trasmessa con assiduità e permettendo a noi appassionati di vivere 3 settimane mondiali intense.



Silver medal .. Secondo posto .. 

Al Brasile maschile.
I ragazzi di Bernardihno si sono presentati al mondiale con un "nuovo" e "inconsueto" schema, messo a punto durante il triangolare in Trentino con Italia e Serbia ha esordito in Poloni, la FAST.
Schema spesso utilizzato nel femminile e praticamente mai visto nel maschile è stato adottato dalla truppa verde oro con Lucas in attacco a 2.
Spesso a punto, ha creato qualche grattacapo alle squadre avversarie non abituate a prestare attenzione e murare questo tipo di palla.
Una delle testimonianze che la netta divisione e distinzione, che si è sempre pensato esistesse, tra maschile e femminile a livello di schemi non è poi più così evidente, oltre alla fast maschile abbiamo visto il muro a 3 nel femminile. 




Primo posto e vittoria a pari-merito per 


L'Hybrid 6 di Manabe.


Il Giappone nella persona del suo allenatore Manabe ha apportato un nuovo modo di giocare la pallavolo moderna, in mancanza di centrali ha studiato un nuovo schema che potesse far fronte alle sue carenze e al contempo mettere in risalto le potenzialità a sua disposizione.
E' nato cosi l'Hybrid 6 (4 schiacciatrici in campo, un palleggiatore e un opposto), in attacco a tre vengono utilizzati i soliti "posti" 4-3-2 con l'unica variante di una palla in zona tre a metà tra un primo tempo e una mezza e in attacco a 2 il palleggiatore in zona 3.


E la coloratissima esultanza del Camerun, che ha regalato spettacolo in questo mondiale polacco.
Dove non arrivano tecnica, talento e scuola arriva la voglia di fare festa, dare il meglio di se, divertirsi e l'onore di partecipare ad un torneo così importante.
Un'altra bellissima cartolina di volley, perchè il risultato non è sempre tutto. 





Avete qualche momento particolare che vi è rimasto impresso ma che non abbiamo inserito?? 
Segnalatecelo nei commenti qui sotto o nella pagina Facebook!! 

Pagellone mondiale #teamItaly: diamo i voti alle ragazze di Bonitta

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come dice il disegnatore Beppe Beppetti...
E così abbiamo salutato anche questo mondiale femminile, per le nostre azzurre è arrivato un quarto posto che lascia un po' di rammarico ma che comunque risulta essere un più che buon risultato: le ragazze hanno dato l'anima e ci hanno regalato grandi emozioni e soddisfazioni durante tutto l'arco della manifestazione.
Nell'ottica di voler riassumere un po' quelle che sono state le prestazioni azzurre abbiamo pensato di farlo sotto forma di pagelle.. 
E così eccovi qua la nostra versione delle pagelle azzurre in questo mondiale.

Lo Bianco : 7, una soap opera quella andata in scena nell'estate con protagonista il palleggiatore novarese. Inizialmente esclusa dal progetto a seguito dell'abbandono di Aguero e dopo un'intervista in cui ha esprimeva la sua "delusione" nel non essere presente nel mondiale in casa è rientrata in corsa. La mancanza di un lavoro estivo di affiatamento con le sue compagne ha pagato non poco all'inizio della competizione, ma una volta sistemato alcuni timing il gioco delle azzurre ne ha sicuramente goduto.
Non è stata ovviamente la miglior manifestazione giocata dalla regista azzurra, ma è innegabile che la sua mano sia stata necessaria e importante per raggiungere il risultato ottenuto.

Ferretti : 7, da lodare per la forza e la tenacia con cui ha recuperato da un infortunio che poteva toglierle la gioia di partecipare al mondiale casalingo, poco lo spazio concessole da Bonitta ma ogni qual volta chiamata in causa ha sempre portato a termine il suo compito in maniera egregia.

Signorile : 6, voto d'ufficio per lei che in questo mondiale non ha praticamente mai trovato spazio, ma è lei la prima indicata per il passaggio di chiavi della cabina azzurra del futuro.

Centoni : 8, assolutamente 8. Una delle poche azzurre ad aver sempre dimostrato coraggio e grinta da vendere, ancora ci chiediamo come sia stato possibile non rivederla con quella maglia sulle spalle per così tanto tempo. Faro per lunghi tratti di questa nazionale, è stata una giocatrice esempio per non aver mai mollato e per aver cercato di caricarsi sulle spalle la squadra. Il fatto di essere mancato un po', forse, nelle ultime gare non cancella il suo grandissimo mondiale.
Tecnicamente e a livello di colpi ha dato sfoggio di un manuale invidiabile, dimostrandosi una delle opposte più forti nel panorama europeo.

Diouf : 8 1/2. Quando si è detto "una nazionale di tutte titolari" era vero, nonostante il ruolo dell'opposto fosse occupato in partenza  da Centoni "fiocco di neve", come viene soprannominata, quando chiamata in causa ha sempre fornito un apporto positivissimo. Ha fatto un mondiale stratosferico, concludendo con una prestazione stellare nella finale 3/4 posto, dove in poco più di 3 set ha messo a terra 31 punti caricandosi sulle spalle l'intero attacco azzurro e dimostrandosi davvero una veterana. Le brasiliane, non di certo le ultime arrivate nel panorama mondiale, hanno faticato non poco per trovare le misure ai suoi attacchi.
In posto due per il futuro possiamo stare molto tranquilli. 

Arrighetti : 6 +, non è stata la miglior Piske degli ultimi anni. Spenta e in difficoltà non è riuscita a trascinare come il suo solito le sue compagne, sostituita nelle ultime gare da Folie. Tante le difficoltà in attacco anche se a sua discolpa c'è da dire che è stata davvero poco coinvolta.
Alla difficoltà in attacco si sono poi aggiunte quelle a muro, dove l'Italia ha sofferto troppo nell'arco di tutto il mondiale.

Chirichella : 7 1/2 la giovanissima centrale napoletana si è dimostrata subito quasi una veterana, impressionante a muro ma un po' meno in attacco; per una ragazza che si era affacciata alla nazionale solamente l'estate precedente e si vede catapultata in un palco mondiale addirittura in casa, questa è sicuramente una brillantissima promozione.
Le difficoltà mostrate in alcuni frangenti del match si sono sempre poi attenuate dato che questa ragazza ha dimostrato carattere e grinta da vendere.

Folie : 7, considerando il 6 politico a Raphaela va un voto in più per la bellissima prestazione che ha messo in campo contro la Cina nella seconda fase mondiale, un po' meno brillante l'entrata nell'ultimo match ma non si poteva chiedere si più.

Piccinini 6 1/2, la capitana di questa nazionale non era sicuramente nella sua forma migliore, subendo spesso e volentieri in campo e dovendo poi lasciare il posto alle sue compagne. L'immagine di una Piccinini che urla ed esulta dalla panchina ad un punto di una compagna invia pero una bellissima immagine ed esempio del ruolo di capitano, perfettamente gestito dalla donna simbolo del volley italiano! 

Del Core : 8, la gladiatrice e trascinatrice della squadra con Centoni e Diouf, anche per lei passano gli anni ma non diminuiscono i suoi colpi.
Mondiale di altissimo livello. Una sicurezza in attacco e un baluardo in seconda linea. 

Costagrande : 7, rientrata anche lei in corsa si è dimostrata un punto importante in attacco fino alla semifinale contro la Cina in cui si è letteralmente bloccata faticando in maniera importante in attacco. Se la ricezione è sembrata traballante sempre, la differenza nel fondamentale di prima linea si è sentita troppo.
Colpa forse di una forma fisica non improntata su una manifestazione così luna che non l'ha portata ad essere al massimo nel momento in cui l'Italia aveva più bisogno.

Bosetti : 6 1/2, la stella futura di questa nazionale a detta di molti, anche per lei poco spazio in questo mondiale e forse non sfruttato al meglio. L'inizio match con il Brasile è di quelli da incubo tra errori e efficienza in attacco poi si ricorda come si attacca in Brasile e trova varchi nel muro avversario.
Se Diouf e Chirichella sembrano quasi pronte resta qualche dubbio su questa ragazza il cui anno in Brasile sembra aver portato qualche ombra. 

De Gennaro : 8, che mondiale per Moky. Spesso criticata e "additata" come non all'altezza per questo mondiale ha fatto letteralmente ricredere tutti gli spettatori crescendo in modo esponenzialeIl premio come miglior libero è il coronamento di una manifestazione giocata davvero ad altissimo livello e un punto di partenza per un ulteriore salto di qualità nella sua carriera.
Un po' meno solida in ricezione ma preziosissima in difesa, dove non ha più lasciato cadere un pallone.

Cardullo : 7, una sola partita a referto per questo immenso libero, iniziata con il freno a mano tirato, piano piano nell'arco del match si è sciolta facendoci vedere ciò di cui è capace difese impossibile e una linea difensiva di alto livello.
Un vero fenomeno perchè nonostante passino gli anni, ci siano infortuni, chiamate all'ultimo, Paola fa sempre vedere meraviglie in campo, degne del suo enorme talento.
le azzurre e la mascotte dell'evento

Bonitta : 7, questo quarto posto è sicuramente un grande risultato per il ct ravennate che ha preso l'incarico solo ad inizio estate dovendolo rifondare per prepararsi ad un evento così importante.
Per larghi tratti il fatto di avere 14 titolari ha pagato alla grande, ma nel momento in cui qualcosa si è sfilato non è più riuscito a trovare soluzioni sia in campo che dalla panchina. Bisogna però riconoscergli il merito di aver saputo osare nei momenti di più grave difficoltà: il doppio opposto in campo stava quasi per regalarci una incredibile rimonta contro la Cina in semifinale. Non ha avuto timori reverenziali nel fare i cambi, anche nei confronti delle senatrici (deve aver imparato molto anche lui da quell'esperienza del 2002...). Bonitta ha convinto e ci ha convinto: ora però ci aspettiamo che trovi il coraggio e l'appoggio della Federazione per affrontare quell'inevitabile cambio generazionale che ci deve portare a Rio nelle migliori condizioni possibili, sperando di non doverci trovare ancora una volta costretti a fare chiamate riparatrici in extremis per salvare la baracca.

Super pagellone mondiale, diamo i voti alle squadre!!

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SUPER PAGELLONE MONDIALE 
I voti da 1 a 10 alle nazionali presenti alla competizione mondiale. 

TUNISIA - PORTO RICO - EGITTO - CAMERUN - VENEZUELA - MESSICO - KOREA = 7 

Le ultime squadre presenti nella classifica mondiale e sono tutte uscite nella prima fase, squadre la cui presenza al mondiale significava già il raggiungimento dell'obbiettivo prefissato.

C'è anche chi ha fatto molto di più di quello che si poteva pensare, come il Venezuela che ha cullato sino all'ultimo il sogno del passaggio alla seconda fase avendo chiuso con 4 punti dietro all'Australia con 5.
Anche il Porto Rico è riuscito a chiudere con 3 punti e una vittoria di spessore, per loro, contro l'Italia.
Camerun che invece ha impressionato positivamente per l'allegria e la positiva mostrata in campo anche se è l'unica squadra ad aver chiuso a 0 punti.



BELGIO = sufficienza stiracchiata per la squadra che era stata la rivelazione dell'ultimo Europeo e da cui ci si aspettava forse qualcosa in più. A discolpa dei Red Dragons c'è da dire che erano inseriti nel girone più forte dell'intero campionato; ma una sola vittoria a discapito delle 4 sconfitte non possono essere considerate come una prestazione totalmente positiva da chi solo un anno fa aveva dato il filo da torcere a qualsiasi nazionale europea.

CINA = 6 a differenza delle college donne la tradizione maschile cinese non è poi così sviluppata, ma il passaggio "semplice" alla seconda fase è testimone di una squadra asiatica in crescita e che ha portato a termine il proprio "compito" e raggiunto il suo obbiettivo.

AUSTRALIA = sufficienza anche per la squadra di Zingel & Co, dopo la grandiosa impresa compiuta nell'arco della World League con l'approdo alla final six l'Australia ha tenuto fede alle aspettative superando, seppur a fatica, la prima fase, deludendo forse un po' troppo nella seconda parte non riuscendo mai a mettere in difficoltà nessuna delle avversarie e a dimostrare ciò che era stata in grado di far vedere precedentemente.

ITALIA = 3 non ci poteva essere voto diverso per una nazionale che ha seriamente deluso sotto tutti gli aspetti nell'arco di tutto il torneo.
Non eravamo i favoriti esclusivi per la vittoria ma sicuramente presenti per la lotta alle medaglie e invece un calo pauroso e inspiegabile lungo l'estate
ha portato ad un torneo imbarazzante.
Se la partita di semi finale di WL contro il Brasile poteva sembrava una semplice e sfortunata "giornata negativa", era invece un campanello d'allarme di una squadra che sbarcata in Polonia non ha saputo reagire e proporre un gioco almeno decente. Dimostrando i propri limiti ancora più caratteriali che tecnico-tattici, palesando gravi problemi di comunicazione in campo e di squadra.
Male più di tutti la gestione da parte dello staff e di Berruto che non ha saputo far girare al meglio la sua squadra con decisioni incomprensibili degne di una persona che non ha mai avuto le idee chiare e in balia degli umori dei propri giocatori. Questa non è la vera Italia e non è accettabile fallire così in un mondiale, con Rio che è davvero alle porte.

BULGARIA = 4 delusione anche per la squadra bulgara, sappiamo già tutti quale potrebbe essere il potenziale di questa nazionale se fosse al completo ma i soliti avvicendamenti federali privano questa nazionale dei suoi campioni limitando di fatto i piazzamenti, tuttavia siamo sempre stati abituati a vedere un'altra squadra in campo e sopratutto altri risultati, delusione netta anche da loro che hanno affrontato un mondiale sotto tono. 
La difficoltà di dover sempre affrontare appuntamenti con rose sempre nuove impedisce di creare armonia ed affiatamento.

CUBA = 5  continua il mutamento di pelle di questa nazionale che ogni 4 anni continua a proporre nuovi giovanissimi nomi ma che questa volta non riesce nell'impresa di Roma 2010 quando con una media di 24 anni circa riuscì a conquistare una semifinale storica perdendo solo dal Brasile.
Stesso discorso per la Bulgaria, se anche loro dovessero portare tutti i loro campioni probabilmente sarebbero imbattibili, ma le continue fughe dei giovani promettenti impedisco di creare un cammino e un futuro.
I "problemi" legati alle scelte della propria federazione di lasciare fuori chi abbandona il proprio paese continua ad essere limitante sopratutto perché i ragazzi esordienti dopo la passerella mondiale, in cui si trovano di fronte ad un mondo diverso dal loro con campionati e stipendi diversi, scelgono sempre la strada estera non potendo Cuba offrire un qualcosa di vagamente simile.

ARGENTINA  = 7+ il risultato di questo mondiale è sicuramente positivo, una nazionale in costruzione che non ha alle spalle moltissimi risultati importanti ma che ha all'interno tanti giovani molto interessanti, con alcuni già perno delle proprie squadre di club.
Un percorso in crescendo che ha portato ad una seconda fase con i fiocchi con le vittorie su Italia e Usa che hanno dato grande valore ad una nazionale che nonostante non avesse nulla da perdere non ha mollato la presa e ha giocato con il cuore. Velasco nonostante abbia avuto poco tempo per plasmare la sua squadra ha già inculcato il suo modo di vedere e giocare la pallavolo, siamo sicuri che dal prossimo appuntamento l'Argentina sarà assolutamente da tenere d'occhio perchè mister occhi di tigre è quasi infallibile e dopo il miracolo targato Iran saprà dare nuova linfa alla sua nazione d'origine.

SERBIA = 4 altra entrata nel club delle deluse di questa competizione, rosa decisamente importante quella a disposizione di Kolakovic ma i risultati non sono stati quelli sperati e le dimissioni del coach sanno proprio da disfatta.
Le scelte di tenere spesso in panca giocatori come Stankovic e Petric non sono state proprio comprese e l'apporto molto inferiore alle sue possibilità di Atanasijevic non ha permesso alla nazionale serba di raggiungere un piazzamento importante, dopo gli Europei vinti nel 2011 sembra essersi un po' persa questa squadra che conclude un estate deludente nel peggiore dei modi. Prima fase ampiamente positiva con una sola sconfitta e poi il tracollo nella seconda dove tutti i problemi tecnico-tattici sono stati molto più evidenti e la mancanza di un vero leader si e fatta sentire.

FINLANDIA = 7 una nazionale europea che nonostante non abbia grandi nomi e grandi tradizioni continua a collezionare piazzamenti importanti e questo 9° posto davanti a squadre molto più quotate sa da vero mondiale positivo. 

USA = 5 un po' di delusione questi Stati Uniti, oro alla World League solo due mesi prima facendo strabiliare tutti per qualità del gioco proposto e per solidità e qualità delle stelle in campo ma anche durante il loro mondiale qualcosa è andato storto perché non sono mai sembrati in grado di riproporre lo stesso gioco mettendo fine al loro cammino già durante la seconda fase con una sciaguratissima sconfitta contro l'Argentina. 
Sicuramente hanno pagato l'evanescenza di Sander, che ha perso molto smalto complice anche forse un po' di stanchezza e un mondiale pessimo per David Lee che non è mai parso in condizione e lucido quanto durante la prima parte dell'estate. 
Bocciatura che però ci sentiamo anche di dare a metà perché questa squadra, a parte qualche elemento è davvero giovane ed è nella normalità delle cose che si possa fallire quando l'esperienza ancora manca. Christenson, ancora troppo pilotato dalla panchina, non ha saputo togliersi dai problemi e inventarsi qualcosa nel momento del bisogno, ma è appena uscito dall'esperienza universitaria con i suoi solo "21" anni e 0 zero esperienza internazionale promettere davvero molto bene; stesso discorso per Sander.
Classifichiamo questo mondiale come incidente di percorso perché di questi ragazzi ne sentiremo parlare ancora molto bene!! 

CANADA = 7 positivissimo il mondiale di questo Canada che conclude al settimo posto la sua esperienza, la famiglia Hoag e la nazione possono definirsi contenti di quello che questi ragazzi sono stati capaci di fare.. Considerando che hanno concluso davanti a squadre molto più quotate fornendo spesso prestazioni molto convincenti. 

IRAN = 8 che Iran!! Sfiorata l'impresa di salire sul podio sino all'ultimo, questa nazionale continua a stupire senza più fornirsi limiti sta conquistando davvero la pallavolo mondiale, miracoloso l'intervento di Velasco e ora sotto le sapienti mani di Kovac chissà dove possono arrivare questi ragazzi!!
Mondiale strepitoso e forse forse un risultato un po' stretto per quanto fatto vedere a tratti nella competizione!



RUSSIA = 5 un quinto posto mondiale non può certo essere un risultato positivo e soddisfacente per la squadra campione olimpica in carica arrivata in Polonia priva di diversi campioni e che durante il cammino ha dovuto fare a meno anche di Moroz e a tratti anche di Pavlov, complice anche un regista in condizioni davvero troppo scarse e un Musersky mai pienamente ispirato non è riuscita la Russia a sfatare il mito mondiali. La squadra è apparsa davvero scadente sul piano di gioco e molto poco rodata deludendo davvero molto le aspettative anche se hanno almeno conquistato una semi-finale.

FRANCIA = 8- per il risultato stratosferico ottenuto, nell'arco di mezza estate sono stati in grado di trasformarsi letteralmente. Un quarto posto che nessuno avrebbe mai auspicato e un bronzo diciamo mancato, perché dopo essere stati a 3 punti da una finale impensabile nella finale per il terzo/quarto posto sono apparsi troppo scarichi concludendo forse non nel modo migliore.
Solidissimi come squadra, il loro punto di forza è stata sicuramente la capacità di sapersi dare il cambio durante le partite, quando non era uno a prendersi sulla spalle la squadra era un altro giocatore, e le maggiori prestazioni sono passate attraverso una linea difensiva capitanata da un Grebennikov che scommettiamo diventerà uno dei pezzi pregiati del mercato.
Ottimo il mondiale di Rouzier, rinato dopo l'esperienza cuneese ha chiuso al 3° posto come miglior realizzatore, sontuoso invece N'Gapeth, lo schiacciatore classe '91 ha giocato da vero veterano dimostrandosi una delle bande più forti in circolazione, il suo non figurare tra i premiati ha scandalizzato davvero tanti.

GERMANIA = 9  l'altra sorpresa del torneo, con nessun nome troppo altisonante, a parte quello di Grozer, anche loro sono stati "costretti" a puntare tutto sul gioco di squadra. E hanno fatto bene! Dopo essere rimasti per qualche tempo forse troppo indietro nelle classifiche delle varie competizioni si sono presentati a questi mondiali a testa bassa e piano piano hanno saputo unirsi e spalleggiarsi conquistando un meritatissimo bronzo dopo aver perso una semifinale un po' amara (2 set ai vantaggi). Un altro esempio di quanto spesso aver 6 giocatori "lavoratori" possa portare di più che avere uno/due singoli.
















BRASILE = 8 l'ennesima finale raggiunta non può essere considerata che un risultato sicuramente positivo perchè essere sempre sul podio e giocarsi da 4 mondiali consecutivi il trono mondiale è roba da pochi e infatti avrebbero potuto fare il record di 4 mondiali vinti ma gli strascichi di un'estate un po' difficile e non giocata ai massimi livelli non ha permesso ai ragazzi di vincere. Senza nulla togliere a questa squadra che a livello di potenziale non ha forse rivali, sembra che da Londra 2012 e la finale persa dalla Russia qualche fantasma si sia insinuato nelle teste dei ragazzi che faticano ad esprimere il loro gioco spumeggiante e dopo un primo set hanno completante staccato la spina e allentato la presa concedendo alla Polonia di rientrare. 


POLONIA = 10 e lode per la squadra che in casa ha fatto davvero un'impresa. Coach nuovo, squadra rimescolata e un regalo incredibile ai 14000 cuori bianco rossi presenti all'interno dell'arena. 
Non ci poteva essere un finale migliore, hanno saputo anche loro fronteggiarsi e caricarsi la squadra sulle spalle a turno, perchè proprio nella serata non perfetta dell'opposto ecco che Mika (forse un po' in ombra in tutto il torneo) ha saputo tirare fuori la sua migliore prestazione.
Ottimo il lavoro di Antiga ma sopratutto al fame e la freddezza di questi ragazzi, che da dopo la finale saranno sicuramente i nuovi eroi delle giovani generazioni.

Esame superato! Le pagelle delle finale!!

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A cura di Carlo Escoffier

Se avessi provato ad azzardare questo risultato il mese scorso, forse mi avreste preso per pazzo, per sognatore; mi sarei cucito addosso l’abito di chi crede nelle favole, nell’happy ending. Organizzare un mondiale e vincerlo, assurdo e impensabile, soprattutto per una squadra di recente costruzione come la Polonia. E invece siamo qui, a commentare la vittoria della squadra ospitante a discapito dei campioni uscenti. E dobbiamo distinguere bene, perché non è stato il crollo del Brasile (giustificazione più che plausibile all’inaspettato successo polacco), ma è stata una meritata vittoria dei padroni di casa! Ieri gli appassionati di pallavolo hanno assistito ad un vero e proprio miracolo sportivo: l’unione che sovrasta il genio. Inevitabilmente potremmo pensare “ma la Polonia non ha mai dimostrato di essere la più forte”, ed è vero. Tuttavia, è universalmente riconosciuto che i vincitori hanno sempre ragione, quindi chapeau a chi ha saputo combattere facendosi forte delle proprie motivazioni, che hanno colmato a tratti le carenze di una squadra non particolarmente ricca di fenomeni. Una nazionale, quella polacca, divisa esattamente a metà tra volti nuovi e vecchia guardia, orchestrata da un ex giocatore (attivo fino alla scorsa stagione) fulcro del progetto bianco-rosso: Stéphane Antiga. Il neo tecnico ha avuto, sin dalla World League, il coraggio di dar spazio a “sconosciuti” come Mika, Kłos, Wrona e Zatorski, che proprio nel torneo sopraccitato hanno sostituito rispettivamente Kurek, Nowakowski, Możdżonek e Ignaczak, perni della nazionale negli anni passati. Antiga riparte da loro, e nelle varie fasi della World League assistiamo alla rapida crescita del gruppo polacco, grazie soprattutto alla presenza di leaders come Winiarski, Zagumny e Wlazły. Questi ultimi due rientrano in nazionale appositamente per il mondiale casalingo, per lasciare nella mente e negli occhi dei propri tifosi un ricordo indelebile della loro grandezza pallavolistica. Prende così forma la rosa che sarà guidata al Mondiale da capitan Winiarski, e si delinea di conseguenza lo starting six che ieri sera ha alzato la coppa del Mondo. La novità è l’esclusione di Kurek, che resta così in Italia dopo le final six di Firenze per la preparazione con la Lube, mentre il reparto schiacciatori della Polonia si compone del giovane Mika, dell’esperto Winiarski, dell’ex campione di beach volley Kubiak e di Rafal Buszek. Dopo aver superato senza troppe difficoltà le fasi preliminari, la Polonia arriva a Katowice, dove la attende un Brasile carico di aspettative e di rabbia agonistica, a volte eccessiva (elemento molto evidente in alcuni giocatori, lascio a voi la malizia di pensare chi siano), reduce da 3/3 finali mondiali vinte, pronto a portare a casa la quarta per scrivere così un record mai raggiunto: il poker di coppe del mondo consecutive. La rivincita della finale del 2006 è presa, e sul risultato di 25-22 si chiude il terzo set e la partita: 3-1 Polonia, esplode la Spodek Arena e la nazione intera!
La Polonia vince davanti ai propri tifosi con una sola sconfitta in tutto il torneo, rimediata contro gli USA, e dopo aver battuto le potenze del volley mondiale: Brasile x2, Iran, Russia, Serbia e Italia.
Le pagelle:

POLONIA
  • Antiga: voto 9; ha preso una nazionale affermata a livello mondiale, l’ha modellata e l’ha resa vittoriosa nonostante la nuova fisionomia. Per il voto 10 aspettiamo di vedere la sua squadra nei prossimi impegni. Ingegnere;
  • Capitan Winiarski: voto 8; le sue prestazioni rispecchiano il suo carattere. E’ sempre l’ultimo a mollare e insieme a Wlazły carica sulle sue spalle la squadra nei momenti di difficoltà. Braveheart;
  • Wlazły: voto 7+; offusca il suo mondiale con momenti di buio totale, durante i quali Konarski viene chiamato in causa per sostituirlo. Odi et amo;
  • Mika: voto 7.5; conclude il campionato del Mondo con una finale da 22 punti, 1 muro e due aces, inficiata solo dalla poca precisione in ricezione su palla flottante, suo grande limite. Si conferma a livelli molto alti, togliendo definitivamente il posto sia a Kurek che Kubiak. Inaspettato;
  • Kłos – Nowakowski: voto 7+; coppia inedita di centrali che sorprende tutti per l’efficienza in attacco e a muro. Se per il primo bisogna sottolineare la fase di muro, Nowakowski non ha dato molte certezze sotto questo punto di vista, ma ha saputo confermarsi come sbocco per le alzate di Drzyzga e Zagumny. Inediti e in crescita;
  • Drzyzga: voto 6.5; ordinato e preciso, non riesce tuttavia a trovare sempre le giuste soluzioni quando la palla è staccata da rete. Realtà del campionato polacco, è il titolare della Nazionale senza ombra di dubbio, ma deve trovare sicurezza nei propri mezzi per riuscire a sfruttare a pieno la varietà di attaccanti in campo. Efficiente ma non sempre efficace;
  • Zagumny: voto 7.5; 37 anni e non sentirli. Traghetta la Polonia verso l’oro nella finale smarcando con facilità estrema le sue ali e servendo precisi primi tempi. Uno dei palleggiatori più forti dell’ultimo ventennio, incaricato di far crescere Drzyzga con il suo esempio. Eterno;
  • Zatorski: voto 8+; anima della Polonia in difesa e ricezione, mette in risalto le carenze dei liberi avversari. Giovane e già completo, si appresta a diventare uno dei più forti al mondo dopo aver visto per anni Ignaczak guidare la seconda linea polacca. Solido e carismatico, è lui l’arma in più di questa Polonia. Se molte squadre devono far affidamento su due liberi (uno per la ricezione e uno per la difesa), Antiga ha Zatorski che prende tutto. Tosto;
BRASILE 
  • Bernardo de Rezende: voto 7; anche il miglior allenatore al mondo in termini di successi non può nulla contro la solidità della Polonia. Oltre che mischiare le carte e motivare la squadra, Bernardinho non ha potuto fare altro che assistere al graduale crollo delle certezze verdeoro. Non si può di certo accusare lui della sconfitta brasiliana dopo un decennio di successi. Da ricordare che comunque ha portato due argenti a casa, sia al mondiale che in World League. Maestro;
  • Bruno de Rezende: voto 7; il figliol prodigo si conferma come uno dei migliori palleggiatori al mondo per estro e per organizzazione di gioco. A volte eccessivo nel forzare la mano, è comunque capace di far rendere al massimo tutti i suoi attaccanti. Rabbia e cuore per il sudamericano. Costante;
  • Lucarelli: voto 7.5; nel suo braccio ci sono le sorti del Brasile dei prossimi anni. Classe ’92, ha nel repertorio ogni tipo di attacco e li mostra tutti senza paura. Manifesta timore e insicurezza quando il momento è delicato, ma Bruninho affida a lui le palle che scottano. Già sui taccuini di allenatori di mezzo mondo, dimostra ancor di più quanto talento possieda. Il Brasile riparte da lui. Rivelazione;
  • Murilo: voto 5; il metro di giudizio in questi casi è semplice, basta osservare le statistiche. Pochi palloni affidati al 33enne, ancor di meno quelli decisivi, servizio non più in salto ma flottante. Insomma, questi sono i segnali di un giocatore al tramonto, spesso e volentieri sostituito (con efficacia) da Lipe nel corso di questo Mondiale e della World League. Forse, dopo anni di vittorie, è tempo di lasciare il posto a chi più giovane e motivato. Deludente;
  • Sidão e Lucas: voto 6-; molto discontinui ma comunque decisivi nel corso del Mondiale, è questo il segreto dei due centraloni verdeoro. Lucas stampa 8 muri nella finale di cui la metà nel primo set, poi è un continuo calare, sia in attacco che a muro. Sidão diventa inesistente con il crescere di Nowakowski-Kłos e viene sostituito da Eder. Entrambi convinti di poter dominare gli schiacciatori polacchi, vengono schiacciati dalla loro presunzione. Arroganti;
  • Wallace: voto 7+; nella top 3 degli opposti più forti al mondo, conclude il Mondiale con 18 punti all’attivo (19.5% del totale portato a casa dai brasiliani), che in una sconfitta per 3-1 fanno capire quanto grande sia l’apporto dello schiacciatore del Sada Cruzeiro nell’economia del gioco. Sicurezza;
  • Mário Júnior: voto 6+; il nuovo libero di Piacenza è protagonista di un Mondiale senza né lode né infamia, caratterizzato dall’alternanza con Felipe per la fase di difesa. Continuo;
  • Raphael – Vissotto: voto 5.5; i due giocatori ex Trento sono oggetto di cambi su cambi, per permettere alla prima linea di avere un muro più solido e alto con Vissotto, per contrastare le altezze dei polacchi. Tuttavia, il cambio è infruttuoso, in quanto l’opposto non entra mai in partita ed è poco efficace in attacco nonostante le lunghe leve. Inconcludenti.


Forse queste due finali (Mondiale e World League) sono i sintomi di una pallavolo che sta cambiando, dove il singolo acquista importanza e rilevanza sempre minore, per lasciar spazio alla forza del gruppo, alla volontà di vittoria che sopperisce alle capacità tecniche. La vittoria della Germania sulla Francia e la conquista della medaglia di bronzo sono l’espressione di questo concetto: una squadra priva di eccellenze oltre Grozer è stata capace di mettere la museruola ad una rosa ricca di talenti come N’Gapeth, Rouzier, Le Roux e Tillie. Cosa conta di più a questo punto, le motivazioni o il talento?